IL PARCO PERCORSI CENTRI DI INTERPRETAZIONE PAESI PROGRAMMA NOTIZIE LIBRERIA
mappa
del sito
contatti collaboratori
 
LA MUELA
LAS PEÑAS ROYAS
CANTALOBOS
IL MULINO E LA GOLA DELL'ACEBO
DISCESA FIUME CABRA
CHORNAS ED IL CERRAO
LE GOLE DEL FIUME MARTÍN
LE TORRI MEDIOEVALI ED CAÑADA DE MARCO
LA TÍA CHULA ED BACINO DI CUEVA FORADADA
PERCORSO IBÉRICO
LA GOLLA DEL MORTERO
LE LAGHETTI
LA SIERRA DE ARCOS
GLI ESTRETTI
LE LASTRE DI SAN JOSÉ
 
 
 
 
 
 
 
 
da Ariño
LA SIERRA DE ARCOS
PERCORSI
 
RUTA LA SIERRA DE ARCOS Classificazione: Escursione.
Durata: 4 ore (soltanto andata)
Dislivello: 100 m.
Livello di difficoltà: Medio-facile.
Interesse paesaggistico e storico: Ponte sospeso, necropoli medievale, Los Baños, Santuario della Vergine di Arcos (Santuario de la Virgen de Arcos) - Albalate del Arzobispo
pdf
 

È possibile iniziare il percorso vicino al ponte del fiume Escuriza, dove si trovano (praticamente al margine della strada in direzione di Oliete) una serie di impronte di dinosauro attribuite al Cretaceo inferiore. Da questo punto, passando per la zona mineraria lungo la strada, e dopo aver attraversato un altro ponte (questa volta sul fiume Martín), scorgiamo un sentiero lungo i passaggi al lato del fiume Martín, parallelamente alla strada in direzione di Albalate. Questo primo tratto ci avvicina alle sorgenti conosciute come "los Baños", le quali godono di un'eccellente reputazione come acque termali, con delle piscine recentemente recuperate. Nelle vicinanze è disponibile un parcheggio. Dopo aver attraversato il fiume Martín, si sale fino ad un belvedere di fronte alle fonti, con un pannello informativo sulle origini, la geologia e le condizioni del luogo in epoca preistorica.

Da questo belvedere, continuando sul lato destro del fiume, al riparo della mole rocciosa della Sierra de Arcos, arriveremo ad una vecchia centrale elettrica oggi abbandonata e al ponte sospeso di Ariño, uno degli elementi più emblematici di questa località e che collega la riva destra del fiume con quella sinistra, dove troviamo la strada Albalate-Ariño. Da lì possiamo scegliere di attraversarlo e avvicinarci alla zona ricreativa "la casilla", dotata di un parco per i bambini, campo da calcio, spazi per la merenda, griglie, fontane e parcheggio per veicoli, e da dove possiamo osservare strutture geologiche di grande interesse, per poi seguire il sentiero ed arrivare al santuario della Vergine di Arcos.

La seconda opzione consiste nel continuare il sentiero sulla sponda destra. In una terrazza abbandonata dal fiume, sotto il ponte sospeso, troveremo una zona ricreativo-culturale. A partire da questo punto il sentiero sale verso una necropoli di tombe scavate nella roccia e risalente all'epoca cristiana-medievale, al riparo della Sierra, dalla quale possiamo godere uno splendido panorama della riva e del santuario della Vergine di Arcos, sull'altra sponda del fiume. Nella Sierra de Arcos si scorgono facilmente degli esemplari di stambecco spagnolo, così come numerosi rapaci. Dalla necropoli e seguendo la pista, opportunamente segnalata, arriveremo presto al ponte del Batán, incrociando il Percorso degli stretti da Albalate del Arzobispo.

 

Come arrivare?

Saragozza-Hijar-Alcañiz (N-232) e prendere lo svincolo verso Ariño e Albalate del Arzobispo (A-224) all'altezza di Hijar.

Da Albalate seguendo la strada in direzione di Ariño si arriva al ponte del Batán, al santuario della Vergine di Arcos e ai diversi punti di interesse e parcheggi allestiti per realizzare diverse parti del percorso della Sierra de Arcos (zona ricreativa "la Casilla", ponte sospeso, Los baños e infine Ariño).

È altresì possibile accedere attraverso la A-222 Saragozza-Lécera e, una volta in questa località, prendere l'incrocio verso Albalate del Arzobispo sulla A-223; o anche Saragozza, Lécera e Muniesa e, attraverso la A-1401, Oliete e Ariño

 
 
 

Attraverso uno qualsiasi dei percorsi segnalati nel Parco avrete la possibilità di accedere a luoghi di grande valore ambientale e paesaggistico. Inoltre, questo territorio custodisce importanti pitture rupestri protette dalla legge e dichiarate Patrimonio dell'Umanità.

Ricordate che tutti abbiamo il diritto di godere della natura ma anche il dovere di preservarla
 

I rifugi con pitture rupestri e alcuni siti archeologici dispongono di barriere protettive. La visita è possibile esclusivamente con l'accompagnamento di guide autorizzate. I numeri di telefono di contatto sono disponibili presso i municipi, gli uffici del turismo e i Centri di interpretazione nelle diverse località che costituiscono il Parco culturale.

   

Contribuite alla conservazione delle pitture rupestri. Non toccatele né gettate acqua su di queste; rispettate le barriere protettive. Ricordate che costituiscono un'eredità preziosa ma delicata ed è necessario preservarle se desideriamo continuare ad ammirarle nello stesso contesto nel quale furono create migliaia di anni fa.

   

Sono assolutamente vietati la prospezione e gli scavi archeologici e/o paleontologici senza i permessi necessari, secondo la legge 3/1999 del Patrimonio culturale aragonese. Collaborate alla preservazione del ricco patrimonio storico, culturale ed etnografico del Parco

   

Mantenete gli spazi puliti. Non gettate immondizia o rifiuti.

   

Ricordate che è proibito accendere fuochi, gettare mozziconi di sigarette, cristallo e altri oggetti che possano favorire incendi

   

Rispettare la natura. Non sradicate piante, non inquinate le acque, non catturate né disturbate gli animali e gli uccelli. Molti di essi hanno scelto questi luoghi per la nidificazione.

   

Nel caso in cui abbiate intenzione di seguire uno dei percorsi, munitevi di calzature sportive comode (scarpe da ginnastica o stivaletti). Nonostante gli itinerari siano molto accessibili, delle calzature adeguate vi permetteranno di camminare con più sicurezza evitando cadute e distorsioni.

   

Tenete presente che vi trovate in un parco naturale e, anche se i percorsi sono stati adattati per i visitatori, non dimenticate di prendere alcune precauzioni. Non abbandonate l'itinerario segnalato e prestate attenzione al momento di attraversare zone di roccia ed acqua, soprattutto se con bambini al seguito.

 
 
 
PARQUE CULTURAL RÍO MARTÍN.- C/ Tiro del Bolo, s/n 44547 ARIÑO (Teruel)