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da Alacón
LA GOLLA DEL MORTERO
PERCORSI
 

RUTA EL BARRANCO DEL MORTERO Classificazione: Escursione.
Durata: 3 ore 30’ (soltanto discesa, non è previsto un ritorno)
Dislivello: 250 m.
Livello di difficoltà: Medio-facile.
Interesse paesaggistico: Pitture rupestri, gole, rapaci.
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Attraverso la strada conosciuta come "de Las Ventas" (TE-V-1101), a un paio di chilometri da Alacón, arriveremo in auto alla pianura del Borón, alla sommità della gola del Mortero. Un centro informazioni e uno spazio adattato a belvedere sulla gola ci danno il benvenuto. A partire da questo punto inizieremo la discesa della gola. Una serie di scale adattate sul letto di un ruscello facilita l'accesso alla sommità, caratterizzata da una ripida scarpata che, durante la stagione delle piogge, origina una spettacolare cascata e un laghetto ai piedi di questa.

La sommità è circondata da quattro rifugi con pitture rupestri, distribuiti strategicamente intorno alla sommità e che marcano il contorno del laghetto della scarpata. Un pannello informativo ci aiuterà a comprendere questo paesaggio in relazione alle sue condizioni preistoriche e ad identificare gli uccelli che trovano rifugio nelle numerose cavità e spaccature lungo la gola. Avvoltoi, capovaccai, gheppi, corvi e cornacchie sono soltanto alcune delle numerose specie di uccelli rupicoli che accompagneranno costantemente la nostra discesa.

Entro 2 ore arriveremo al Colle Felio (Cerro Felio), il quale si alza sulla parte sinistra della gola, lasciando altri ripidi canyon. Nella cintura rocciosa del colle rileviamo i numerosi resti di meccanismi di chiusura di grotte, realizzati in pietra secca e utilizzati fino a poco tempo fa dai pastori per chiudere il bestiame durante la notte. Insieme a questi resti notiamo altresì numerosi steccati di protezione alle pitture rupestri, allineati lungo la cintura rocciosa.

Un sentiero che ha origine nella gola ci aiuterà a salire fino alla cintura rocciosa e poi, attraverso la gola Pellejas, a scendere fino alla gola del Mortero, dove prenderemo un viottolo che ci guiderà all'eremita e al laghetto di San Michele (ermita y balsa de San Miguel). A questo punto potremmo considerare terminata la discesa della gola, nel caso in cui abbiamo lasciato qui la macchina, oppure arrivare fino al paese e goderci il percorso delle cantine.

Dai lavatoi, in circa 30 minuti saremo ai piedi della collina sulla quale sorge il paese e che presenta circa 500 cantine, dove si produce e si conserva il famoso vino di Alacón. Queste sono distribuite in una serie di terrazze che si adattano alle curve di livello e lungo le quali passa un percorso segnalato tramite frecce ed indicazioni, conosciuto come il percorso della cantine. Dei pannelli informativi serviranno a spiegare non solo l'architettura di queste cantine ma anche il tradizionale quartiere di aie sviluppatosi ai piedi della collina.

 
 
 

Attraverso uno qualsiasi dei percorsi segnalati nel Parco avrete la possibilità di accedere a luoghi di grande valore ambientale e paesaggistico. Inoltre, questo territorio custodisce importanti pitture rupestri protette dalla legge e dichiarate Patrimonio dell'Umanità.

Ricordate che tutti abbiamo il diritto di godere della natura ma anche il dovere di preservarla
 

I rifugi con pitture rupestri e alcuni siti archeologici dispongono di barriere protettive. La visita è possibile esclusivamente con l'accompagnamento di guide autorizzate. I numeri di telefono di contatto sono disponibili presso i municipi, gli uffici del turismo e i Centri di interpretazione nelle diverse località che costituiscono il Parco culturale.

   

Contribuite alla conservazione delle pitture rupestri. Non toccatele né gettate acqua su di queste; rispettate le barriere protettive. Ricordate che costituiscono un'eredità preziosa ma delicata ed è necessario preservarle se desideriamo continuare ad ammirarle nello stesso contesto nel quale furono create migliaia di anni fa.

   

Sono assolutamente vietati la prospezione e gli scavi archeologici e/o paleontologici senza i permessi necessari, secondo la legge 3/1999 del Patrimonio culturale aragonese. Collaborate alla preservazione del ricco patrimonio storico, culturale ed etnografico del Parco

   

Mantenete gli spazi puliti. Non gettate immondizia o rifiuti.

   

Ricordate che è proibito accendere fuochi, gettare mozziconi di sigarette, cristallo e altri oggetti che possano favorire incendi

   

Rispettare la natura. Non sradicate piante, non inquinate le acque, non catturate né disturbate gli animali e gli uccelli. Molti di essi hanno scelto questi luoghi per la nidificazione.

   

Nel caso in cui abbiate intenzione di seguire uno dei percorsi, munitevi di calzature sportive comode (scarpe da ginnastica o stivaletti). Nonostante gli itinerari siano molto accessibili, delle calzature adeguate vi permetteranno di camminare con più sicurezza evitando cadute e distorsioni.

   

Tenete presente che vi trovate in un parco naturale e, anche se i percorsi sono stati adattati per i visitatori, non dimenticate di prendere alcune precauzioni. Non abbandonate l'itinerario segnalato e prestate attenzione al momento di attraversare zone di roccia ed acqua, soprattutto se con bambini al seguito.

 
 
 
PARQUE CULTURAL RÍO MARTÍN.- C/ Tiro del Bolo, s/n 44547 ARIÑO (Teruel)