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Classificazione:
Discesa della gola, sola andata.
Durata: 7
ore.
Livello di difficoltà: Alto. Percorso lungo il letto del fiume e canyon dello stesso. Sono presenti dei passaggi sospesi con catene su pozze e stretti di grande difficoltà. Se si prevedono tormente o piene del fiume è consigliabile rimandare la discesa. Frondosa vegetazione in un alcuni tratti particolarmente ricchi di rovi.
Interesse paesaggistico: Punti di interesse geologico, zona di interesse naturalistico di primo ordine nel Parco Culturale. La ricchezza di flora e fauna è considerevole, rilevando anche numerose specie di uccelli a rischio di estinzione. È consigliabile non avvicinarsi eccessivamente a queste. Non disturbarle. Un paio di binocoli sarà molto utile.
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Accessibilità:
buona.
Durata:
1 ora.
Sentiero segnalato.
Inizieremo la discesa del fiume Cabra in un sentiero che parte dal Centro di Interpretazione della Flora del Parco Culturale del fiume Martín. Un pannello informativo, a circa 100 metri dal Centro seguendo il sentiero e le indicazioni, ci offre una serie di raccomandazioni per realizzare la discesa, nonché una descrizione dettagliata di questa: durata, accessibilità, difficoltà che incontreremo nei diversi tratti, fauna, flora...
Questi primi contatti con il fiume, fiancheggiato da pioppi, piccoli orti per la maggior parte abbandonati e alcuni noci, non implicano alcuna difficoltà, risultando appropriati per qualsiasi escursionista che, come il fiume, se la prenda tranquillamente. Poco dopo del pannello informativo arriveremo a un vecchio edificio in rovina sulla sponda destra del fiume Cabra. Trattasi dei resti di muro del mulino basso, costruito in muratura in pietra squadrata e muratura a base di pietre calcaree e arenarie rosse.
Il sentiero seguita addentrandosi nel fiume Cabra a valle della località, fin quando i primi canyon costringono il tracciato a passare lungo la parte alta e rocciosa di questi, da dove possiamo godere delle bellissime viste del letto del fiume. Dei passamano ancorati alla roccia con cavi di protezione sono stati installati per aiutare l'escursionista ad aggirare i primi ostacoli naturali. Questo primo tratto segnalato arriva fino a delle cavità naturali che si aprono nella parete rocciosa sulla sponda sinistra del fiume e conosciute come Cuevas del tío Mariano. Ai loro piedi una graziosa cascata. A partire da adesso il fiume Cabra incomincia a incanalarsi tra le rocce calcaree e dolomiti giurassiche formando pozze e cascate, mentre i ripidi passaggi impediscono già il tracciato dell'escursione, obbligandoci ad addentrarci nel letto stesso del fiume. Questo sarà il momento ideale per gli appassionati di scalata di gole e rimarranno circa 6 ore di tragitto in permanente compagnia di acqua, roccia e grovigli di rovi. |
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Accessibilità:
Difficoltà crescente
Durata:Ci troviamo approssimativamente a metà della discesa, nel territorio di Obón.
Nella zona II, la difficoltà di discesa è crescente man mano che si avanza. I restringimenti del letto del fiume sono sempre più marcati e le pareti grigiastre delle arenarie che lo incanalano rendono praticamente impossibile l'uscita. Siamo obbligati a scendere lungo il letto senza poter procedere per le rive. Se il fiume è in piena, probabilmente dovremo nuotare in varie occasioni. Durante l'estate, l'acqua rimane raccolta e, anche se non sono stati rilevati pozzi profondi, il livello può coprire il corpo. |
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Accesibilidad:
Notevole difficoltà
In alcuni tratti troviamo passaggi sospesi con catene.
La zona III è una delle più spettacolari dal punto di vista paesaggistico ma anche una delle più difficili nella discesa. Si tratta di strettissimi passaggi lungo il letto del fiume, angusti canyon, enormi e ripide pareti verticali che possiamo toccare con le braccia aperte. Le pozze d'acqua possono arrivare a vari metri di profondità, anche in estate, e possono essere riconosciute per la presenza di catene fissate alla parete dei muraglioni e di ancoraggi per i piedi, che permettono il passaggio senza dover attraversare il fiume a nuoto.
Quando il fiume è in piena, la difficoltà potrebbe essere estrema, correndo il rischio che la forza dell'acqua ci scaraventi contro le pareti che opprimono il passaggio del corso. In tal caso, questo tratto è raccomandato esclusivamente ad esperti nella discesa di gole e dotati di un'attrezzatura adeguata - abbigliamento neoprene, caschi di protezione ecc..
Dopo aver superato una presa d'acqua, realizzata per raccogliere le acque del fiume Cabra ed incanalarle lungo la sponda destra del fiume mediante un condotto in pietra attaccato alla parete rocciosa, si verifica un allargamento del letto del fiume. Le terrazze da questo abbandonate sono ora piccoli campi coltivati. È possibile raggiungere questa zona in macchina attraverso il tragitto segnalato che parte da Obón. Nella zona sono presenti inoltre diverse costruzioni tradizionali di carattere agricolo e zootecnico: stalle, fattorie e piccole casette con tetto di paglia e fango. Queste si trovano per la maggior parte in rovina, ma possono essere utilizzate come rifugio in caso di estrema necessità. In questo punto una linea di alta tensione attraversa il letto del fiume. |
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Accessibilità:
Difficoltà notevole.
In alcuni tratti incontriamo dei passaggi con catene.
La zona IV, a pochi metri dalla precedente, è forse la più pericolosa dell'intera discesa. Il letto del fiume torna ad incanalarsi, oppresso da ripide pareti rocciose, ed è molto più lungo del passaggio o della zona precedente. Si succedono varie pozze d'acqua, la cui profondità è variabile e di diversi metri, a seconda della portata del corso d'acqua. Sono stati allestiti vari passaggi con catene, come nella zona precedente. Dall'angusto e stretto passaggio lungo il letto del fiume, possiamo notare in alto varie grotte e nidi di avvoltoi.
Dopo aver abbandonato i restringimenti, arriviamo in poco tempo ad una zona di terra coltivata, lo sbocco del fiume Cabra nel Martín e Obón che si arrampica sul terreno assolato sulla sponda sinistra del fiume Martín. |
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Come arrivare? |
Teruel-Montalbán (N-420) e Saragozza-Montalbán (A-222) e da Montalbán lungo la N-211 direzione Alcañiz prendere lo svincolo per la strada provinciale TE-V-1334 all'altezza di Castel de Cabra.
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Attraverso uno qualsiasi dei percorsi segnalati nel Parco avrete la possibilità di accedere a luoghi di grande valore ambientale e paesaggistico. Inoltre, questo territorio custodisce importanti pitture rupestri protette dalla legge e dichiarate Patrimonio dell'Umanità.
Ricordate che tutti abbiamo il diritto di godere della natura ma anche il dovere di preservarla |
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I rifugi con pitture rupestri e alcuni siti archeologici dispongono di barriere protettive. La visita è possibile esclusivamente con l'accompagnamento di guide autorizzate. I numeri di telefono di contatto sono disponibili presso i municipi, gli uffici del turismo e i Centri di interpretazione nelle diverse località che costituiscono il Parco culturale. |
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Contribuite alla conservazione delle pitture rupestri. Non toccatele né gettate acqua su di queste; rispettate le barriere protettive. Ricordate che costituiscono un'eredità preziosa ma delicata ed è necessario preservarle se desideriamo continuare ad ammirarle nello stesso contesto nel quale furono create migliaia di anni fa. |
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Sono assolutamente vietati la prospezione e gli scavi archeologici e/o paleontologici senza i permessi necessari, secondo la legge 3/1999 del Patrimonio culturale aragonese. Collaborate alla preservazione del ricco patrimonio storico, culturale ed etnografico del Parco |
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Mantenete gli spazi puliti. Non gettate immondizia o rifiuti. |
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Ricordate che è proibito accendere fuochi, gettare mozziconi di sigarette, cristallo e altri oggetti che possano favorire incendi |
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Rispettare la natura. Non sradicate piante, non inquinate le acque, non catturate né disturbate gli animali e gli uccelli. Molti di essi hanno scelto questi luoghi per la nidificazione. |
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Nel caso in cui abbiate intenzione di seguire uno dei percorsi, munitevi di calzature sportive comode (scarpe da ginnastica o stivaletti). Nonostante gli itinerari siano molto accessibili, delle calzature adeguate vi permetteranno di camminare con più sicurezza evitando cadute e distorsioni. |
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Tenete presente che vi trovate in un parco naturale e, anche se i percorsi sono stati adattati per i visitatori, non dimenticate di prendere alcune precauzioni. Non abbandonate l'itinerario segnalato e prestate attenzione al momento di attraversare zone di roccia ed acqua, soprattutto se con bambini al seguito. |
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| PARQUE CULTURAL RÍO MARTÍN.- C/ Tiro del Bolo, s/n 44547 ARIÑO (Teruel) |
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