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Nome antico: Ildulgoite (?) - Iologum
Nome degli abitanti: Olietano
Abitanti: 2.535 nel 1910 / 1.879 nel 1950 / 540 nel 1995
Altitudine sul livello del mare: 542 m
Oliete è situato su una ripida collina sul versante nord della Sierra de Sancho Abarca, sulla sponda destra del fiume Martín, il che conferisce una marcata pendenza alle sue vie.
Nel XIII secolo Oliete appare in mano agli Alagón. Nel 1297, dopo un periodo di appartenenza alla Corona, Oliete viene donato dal Re Jaime II al suo scudiero D. Raimundo de Cardona. Nel 1333 i Sesse, e in particolare Don Juan Galindez de Sesse, acquisiscono la Signoria , insieme ad Alcaine e ad altri luoghi della zona. A partire dal XV secolo, il paese sembra associato al patrimonio signorile dei Bardaxí, al pari di Alcaine, Obón e Alacón. I legami matrimoniali di questa famiglia imparentano poi il paese con il maggiorato dei Bermúdez de Castro (XVIII sec.) e dei Rebolledo de Palafox fino al XIX sec.
La sua posizione di controllo degli accessi attraverso la valle del fiume Martín verso l'interno e del passaggio nello stretto di Cueva Foradada - dove venne costruito un bacino agli inizi del XX sec. e che adottò il nome della grotta - gli permise di essere un punto fortificato del quale ancora oggi si conservano dei vecchi resti di muraglia di calcina (attribuita all'epoca musulmana), mimetizzati tra altre costruzioni ed edifici.
Questa privilegiata condizione era già tenuta in considerazione in epoca iberica, visti i numerosi paesi che già a quel tempo necessitavano di fortificazione e controllo della valle. Nelle vecchie scuole è situato il Centro di Interpretazione della Cultura Iberica del Parco culturale.
Di questo recinto fortificato del paese risaltano i tre portali di accesso sui quali vennero costruite, alla fine del XVII sec. o inizio del XVIII, come per la maggior degli edifici religiosi del posto e secondo i canoni tradizionali della regione per questo tipo di costruzioni, tre cappelle aperte: quella di Santa Barbara ad ovest, quella del Pilar al centro-nord e quella dei Santi Martiri (San Fabiano e San Sebastiano) ad est.
La rete urbana si articola intorno a tre assi principali. Il primo è costituito dalla via bassa (calle baja), lungo il bordo interno della muraglia e seguendo il principale canale di irrigazione del paese, la cui origine risale al periodo musulmano di costruzione della rete di irrigazione, e che percorre i tre archi di accesso al recinto e le loro rispettive cappelle, presentando delle belle facciate lungo il percorso, singolari elementi barocchi e gallerie aragonesi.
Il secondo e principale asse è costituito dalla via Mayor (calle Mayor), recentemente selciata e di grande qualità urbana. Al pari della precedente, anche questa nasce nel portale più orientale e si estende, seguendo la curva di livello della collina e rendendo meno ardua la pendenza, fino alla piazza che prende il nome dalla chiesa dell'Assunzione di Nostra Signora (iglesia de la Asunción de Nuestra Señora), opera risalente alla fine del XVII sec. e della quale risalta un singolare campanile di tradizione mudéjar realizzato in mattoni, del XVIII sec. In questa piazza troviamo l'edificio nobile più importante del centro urbano, un casone rinascimentale (XVI sec.) conosciuto come " La casa de la Donjuana " dove notiamo una bella facciata con arco a tutto sesto recante uno scudo e una lunga galleria di archi a tutto sesto su un fregio decorato.
Il terzo asse è costituito dalle vie della parte alta del paese, conosciute come il muro, e dove troviamo l' eremita di San Bartolomeo (ermita de San Bartolomé), probabilmente un'antica parrocchia.
Una serie di strette vie e viuzze, con passaggi coperti, di grande pendenza, tagliano gli assi sopraccitati, risalendo i gradoni sui quali si sviluppò il tessuto urbano sulla collina. Il lato con più scarpate è quello occidentale, dove le case e alcuni resti di muraglia si appoggiano su un ripido passaggio roccioso orientato verso il fiume e la terra coltivata, in una zona denominata "al di là del castello" (transcastillo), dove si raggruppano gli edifici più popolari conferendo una forma ovale al paese. Questo obbligò la realizzazione dell'ampliamento della struttura urbana nel settore orientale, dove il quartiere fuori le mura è conosciuto come "arrabal", da ar-rabad , il quartiere fuori dal paese.
Fuori dal centro urbano sono situate due eremite : quella del Santo Sepolcro (ermita del Santo Sepulcro) -calvario-, dalla quale si può godere una bella vista sul paese e sulla valle del fiume Martín, e quella della Vergine del Cantal (ermita de la Virgen del Cantal), affianco ad una fonte con spettacolari cipressi.
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