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OFICINA COMARCAL AGROAMBIENTAL
978 754000
 
alojamientos
HOTEL PEPE
C/ Carretera, 19
978 750291
Apertura: Todo el año.
Habitaciones: 12. 7 individuales y 5 dobles.
Equipamiento: Todas las habitaciones con baño y calefacción.
Servicios: Restaurante.
 
VIVIENDA DE TURISMO RURAL "CASA EL PLANO"
Ctra Peñarroyas, s/n
655 640401
Casa Completa.
Capacidad: 4 - 9 plazas, 1 habitación matrimonio, 1 habitación doble + hab. anexa, 1 habitación sencilla, 1 suite con una hab. de matrimonio + 2 sencillas.
Equipamiento: Interior: 2 cuartos de baño, chimenea, cocina, dvd o vídeo, equipo de música, lavadora, leña, microondas, televisión, televisión en habitación. Exterior: Barbacoa, huerta, jardín, muebles de jardín, piscina, terraza.
Servicios: Bicicleta disponible, frontón, futbolín, dispone de laboratorio fotográfico en B/N.
Situación: Acceso asfaltado, afueras del casco urbano, aislada, montaña.
Contacto: casaruralelplano@hotmail.com
Web: http://www.turismoruralenteruel.com
 
CAMPAMENTO - ALBERGUE "ACRA LEUCE"
Camino Viejo, s/n
978 750704
Apertura: Todo el año.
Equipamiento: Edificio de 200 m2 distribuido en pabellones con literas (40 plazas), cocina, servicios y duchas, comedor, calefacción, teléfono y cuarto de monitores. En el exterior zona de campamento: tiendas de campaña (80 plazas), servicios, duchas, fregaderos, fuego de campamento y campos de deporte.
 
HOTEL DON COSME ***
978 750377
INAUGURADO 2005
Apertura: Todo el año.
Habitaciones: 12. 11 dobles (1 adaptada para minusválidos) + 1 suite con terraza e hidromasaje.
Equipamiento: Todas las habitaciones disponen de baño completo, televisión, calefacción, aire acondicionado, conexión a internet. Garaje.
Servicios: Restaurante menú diario y carta, salón para 400 personas.
 
estaciones de servicio
GASOLINERA
 
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FARMACIA
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GUíAS TURíSTICOS "LIBIANA"
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OFICINA DE INFORMACIóN TURíSTICA
C/ Subida de la Iglesia
978 750452 Teléfono guías libana 660 003329
 
 
MONTALBAN
PAESI
 

Nome antico: Monte Albano
Nome degli abitanti: Montalbino, montalbanense.
Abitanti: 2.020 nel 1900 / 2665 nel 1950 / 1690 nel 1995
Altitudine sul livello del mare: 841 m

Montalbán delimita il Parco culturale del fiume Martín a sud. Situato nel bacino minerario centrale (Cuenca Minera Central), nel 1189 appare sotto il potere degli Azagra de Albarracín, per poi diventare sede della Encomienda de la Orden de Santiago nella Corona di Aragona che, istituita nel XIII secolo -Pedro II consegnò il paese all'ordine militare di Santiago nel 1210- ebbe giurisdizione sui territori vicini di Utrillas, Castel de Cabra, Palomar de Arroyos, Torre de las Arcas e Peñarroyas.

Il paese è altresì menzionato nel Cantar de Mio Cid, nella descrizione delle sue scorrerie lungo la valle del fiume Martín " El (Val) del río Martín todo lo metio a Paria ", citando questa località nel verso 1089 " e dexado a Huesa e tierras de Mont Alvan / Contra la mar salada conpeço de guerrear ". Grazie al suo passaggio, risulta più facile comprendere la toponimia di luoghi vicini alla dell'Inferno (barranco del Infierno), come la Peña del Cid e la gola della Peña del Cid.

Del recinto in muratura che si estendeva lungo la sponda sinistra del fiume Martín, si conservano ancora significativi resti, alcuni dei quali mimetizzati tra le costruzioni. All'interno del recinto due scarpate rocciose controllano gli accessi dalla valle e sicuramente ricoprirono un ruolo fondamentale in epoca medievale, considerati i resti nel più orientale di questi, dove si trovava probabilmente il "Castello" del paese, che controllava l'accesso all'interno attraverso la valle del fiume Martín. Possiamo ancora osservare i resti della muratura in pietra squadrata di questo castello, mimetizzati tra le scarpate oggi conosciute come "las peñicas" (piccoli dirupi). Da un'altra altura -aia della Croce (era de la Cruz )- è possibile controllare l'accesso attraverso la gola della Rambla, dalla quale si gode un buon panorama parziale della località, con la figura della chiesa che si staglia sui tetti del paese.

Il perimetro della muraglia comprendeva strategicamente entrambe le alture. Verso ovest troviamo il "portale di Daroca" ("portal de Daroca"), con un portico in muratura di pietra squadrata, sul quale poggia un torrione della muraglia e una torre che era destinata a prigione del paese e che le conferì il nome di "Torrione della prigione" ("Torreón de la Cárcel "). Da qui si passa all'asse principale del paese, all'inizio denominato via di Daroca (calle de Daroca), dritta, stretta e urbana, con edifici nobili che conferiscono un aspetto signorile al luogo. Da questa via in direzione nord si aprono due piccole piazze e si generano dei piccoli passaggi o vie coperte che salgono fino all'Aia della Croce (Era de la Cruz ).

La via Daroca (calle Daroca) termina nella piazza principale (Plaza Mayor), dove si trova il municipio. In questa piazza è situato l'edificio più importante del posto, notevole per le sue dimensioni e maestosità: la chiesa di Santiago ("iglesia de Santiago"), considerata uno degli edifici più insigni di Aragona, realizzata durante i secoli XIII e XIV.

Verso est, l'asse principale prosegue dalla piazza attraverso la via di Santa Engracia (calle de Santa Engracia), dalla quale partono delle viuzze in entrambe le direzioni, mostrando un quartiere più popolare. A nord troviamo il "portale della Rambla" ("portal de la Rambla "): la tradizione fa risalire a questa zona il quartiere ebraico. Alla fine della via sorge il "portale di Santa Engracia" ("portal de Santa Engracia") o "arco del Muro" , che segnalava il cammino verso l'eremita recante lo stesso nome, oggi in rovina, per terminare nel letto della gola della Muela e nella strada locale di accesso a Peñarroyas.

Case nobili, scudi sui portali, piccoli passaggi, piani sporgenti, vie coperte e belvedere, arricchiti dai condotti sotterranei che la percorrono e che sono antichi e spettacolari canali di scolo conosciuti come " el caño de la villa ", fanno in modo che ogni angolo di questa località ci ricordi il suo ricco passato medievale come capofila della regione.

Recentemente, sotto la chiesa, è stata localizzata una grande cavità artificiale che, dopo un'opera di pulizia, si è presentata come una grande cantina e che oggi ospita il Centro di Interpretazione di Geologia e Speleologia del Parco culturale del fiume Martín.

 
 
PARQUE CULTURAL RÍO MARTÍN.- C/ Tiro del Bolo, s/n 44547 ARIÑO (Teruel)