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L'agricoltura e l'allevamento -principalmente pastorizia- sono le attività economiche che hanno influenzato maggiormente i modi di vita della gente del fiume Martín. La vita della società rurale del Parco culturale del fiume Martín ha sempre girato intorno ai cicli agricoli e di allevamento.

Gli uomini iniziarono a organizzare le loro feste in relazione al loro lavoro, alla stagione, al clima e quindi in base al loro modo di vivere. E tutto cominciò a funzionare in questo senso di "giornaliero" o di "festa", fino al punto che la chiesa decise di rispettare i cicli agricoli, di semina e raccolta, e pastorali, basando sulla divinità dei riti di ringraziamento per i raccolti, appelli per la fertilità della terra e protezione degli animali domestici fondamentali nello sviluppo economico di una società rurale tradizionale. Il Centro di Interpretazione della Cultura Popolare ad Albalate del Arzobispo rappresenta con ingegno ed acume didattico questi due aspetti "del lavoro e della festa".

In questo ambito troviamo una serie di celebrazioni e atti simbolici: si tratta delle feste invernali , con riti basati sull'addio all'inverno e per festeggiare l'arrivo della primavera, il "giorno più lungo" e il ritorno ai lavori del campo. Un ciclo che inizia con Sant'Antonio e i Santi Martiri (San Fabiano e San Sebastiano) per terminare il 14 febbraio con San Valentino e che viene descritto dal detto popolare " Para San Antón (17 de enero) crece el día un pasico de ratón, Para Santa María (2 de febrero) hora y media crece el día, para San Blas (3 febbraio) un poquico más " o quello in riferimento ai primi giorni di febbraio, " el primero hace día, el segundo Santa María, el tercero San Blas, el cuatro nada y el quinto Santa Águeda ".

E, di fatto, l'inverno finisce e il giorno si allunga e bisogna preparare i lavori del campo sollecitando la mediazione o l'intervento dei Santi e delle divinità. Da qui trae origine, come nella maggior parte dei paesi del fiume Martín, il rito purificatore del fuoco mediante l'accensione di falò alle entrate dei paesi, illuminando l'immagine dei Santi e delle Sante indicati nei pilastri o nelle cappelle aperte che proteggono le case ed invocando il loro intervento. In particolare, i Santi Martiri e Sant'Antonio vengono invocati in aiuto contro la peste, affinché questa non colpisca né le bestie né gli animali domestici - sostegno dell'economia familiare - né le persone.

A San Biagio, considerato il patrono dei cardatori di lana, si benedicono i dolci che bisogna mangiare per proteggere la gola. A Sant'Agata le donne sottomesse e lavoratrici fanno suonare le campane prendendo il comando del paese mentre cantano "A Santa Águeda bendita (o sagrada) le venimos a cantar, pa que nos guarde la teta y el tetón al sacristán " e ballano in circolo mano nella mano nella piazza del paese. Questa Santa protegge le donne durante il parto e l'allattamento, relazionando il suo patronato con la fecondità. Chiude il ciclo San Valentino, originariamente una festa di pastori celebrata in onore di San Fauno, il quale assicurava la fertilità dei campi e dei greggi. Poco a poco questa celebrazione è stata associata alla festa di due martiri romani chiamati Valentino, patrono degli innamorati, e quindi della fine dell'inverno e del risorgere della vita e della fertilità della terra.

Durante la settimana di Pasqua, particolare attenzione meritano la domenica delle Palme e la domenica di Pasqua. Si conserva la tradizione della benedizione delle palme e dei rami di ulivo. Le processioni della settimana di Pasqua sono rispettate in tutte le località, con un significato speciale ad Albalate del Arzobispo, per il singolare protagonismo e rumore dei numerosissimi tamburi e grancasse che vi prendono parte. Questo paese è incluso nel famoso "Percorso del tamburo e della grancassa" (Ruta del tambor y el bombo) della bassa Aragona.

Rimangono i pellegrinaggi, feste di primavera , ai santuari situati nel Parco o in zone limitrofe, ai quali partecipano con grande fervore e devozione gli abitanti della regione, dando l'addio alla primavera, ringraziando per la semina e, se il tempo è stato buono, " marzo ventoso abril lluvioso ".

Il lunedì di Pasqua, Oliete e i paesi dei dintorni si danno appuntamento nel pellegrinaggio all'eremita di San Pietro (ermita de San Pedro) e all'eremita della Vergine del Cantal (ermita de la Virgen del Cantal). Il 22 maggio Montalbán soleva celebrare il pellegrinaggio all'eremita di Santa Quiteria (e rmita de Santa Quiteria) a P eñarroyas. Attualmente l'eremita di trova in rovina. A giugno Torre de las Arcas celebra il pellegrinaggio alla Vergine di Oto (Virgen de Oto). Sempre a giugno, in occasione della Pasqua di Pentecoste, la maggior parte dei paesi che costituiscono il Parco culturale partecipa al pellegrinaggio al Santuario di Nostra Signora di Olivar ( Santuario de Ntra. Sra. del Olivar) ad Estercuel, incontrandosi con abitanti delle regioni vicine. Il lunedì in Albis e la domenica successiva, gli abitanti della regione celebrano il pellegrinaggio al Santuario della Vergine di Arcos (sant uario de la Virgen de Arcos) ad Albalate del Arzobispo.

 

ALTRE FESTE SIGNIFICATIVE

Anche alcuni Santi vengono festeggiati in modo particolare nel Parco culturale. Un esempio è San Isidoro contadino (15 maggio), che gli agricoltori portano in processione fino ai terreni coltivati per benedire i campi ed invocare salute e un buon raccolto. Il giorno di San Giovanni (24 giugno) in alcuni paesi si usava scendere al fiume e lavarsi il viso a mezzanotte, mentre suonavano le campane, una tradizione in realtà ancora rispettata da alcuni anziani. Il 15 agosto, in occasione dei festeggiamenti della Vergine "de la Cama " -che rappresenta la Vergine Maria - in alcuni paesi due giovani nubili distribuiscono mazzolini di basilico benedetto -piantato e curato con premura dalle famiglie di queste- tra i partecipanti alla messa e si prendono cura della Vergine durante tutto l'anno. Otto giorni dopo, il giorno dell'"ottava", le giovani vengono sostituite da altre due compagne, anch'esse giovani e non sposate. Santa Barbara (4 dicembre) viene invece invocata per proteggere i minatori, specialmente nelle località in cui questa attività ha caratterizzato l'economia del paese dal primo terzo del secolo scorso, quando cominciò lo sfruttamento delle miniere di lignite della zona. Attualmente questa riveste grande importanza ad Ariño.

Altro giorno significativo è quello del Corpus Cristi, che di solito viene celebrato tra la fine di maggio e giugno. Durante la processione, 4 uomini sostengono il pallio accompagnando il prete che porta il Corpus Cristi o "Santissimo", come viene chiamata la santa immagine nella zona, passando attraverso un manto di petali di fiori che copre le strade segnando il senso della processione e fermandosi in vari altari distribuiti in piazze e portali.

 
LE FESTE PATRONALI. LE FESTE DELL' ESTATE

Durante l'estate, dopo il raccolto, nella maggior parte dei paesi si celebrano le feste patronali, spesso organizzate durante il fine settimana, per favorire il ritorno in paese di tutte le persone emigrate per motivi di lavoro: Montalbán festeggia la Vergine del Castello (Virgen del Castillo) e San Fausto intorno al secondo fine settimana di settembre. Il primo fine settimana di settembre è la volta delle feste dell'angelo o degli scapoli. Peñarroyas festeggia San Rocco intorno al 15 agosto. Torre de las Arcas onora San Michele dall'8 al 12 agosto. Obón celebra le feste della Vergine il 15 agosto. Il 28 agosto ad Alcaine si onora Santo Agostino, anche se i festeggiamenti vengono di solito anticipati al fine settimana precedente. Oliete festeggia il 24 agosto San Bartolomeo e dal 13 al 16 settembre la Vergine del Cantal e l'esaltazione della Santa Croce. Alacón festeggia San Rocco il 15 agosto e San Michele il 29 settembre. Ariño il 15 agosto San Salvatore e San Rocco. Albalate del Arzobispo chiude il ciclo dei festeggiamenti l'ultima settimana di settembre in onore della Vergine di Arcos.

Uomini e donne del Parco culturale del fiume Martín adattarono il loro abbigliamento in base al clima, le necessità della zona e il loro lavoro "quotidiano", oppure le occasioni commemorative e celebrazioni di "feste" come fuga dalla routine quotidiana, con caratteristiche diverse anche a seconda del sesso, dell'età e dello status sociale della persona. Per tutte queste ragioni, sarebbe limitativo ed errato parlare di un unico vestito tradizionale.

 
 
 
PARQUE CULTURAL RÍO MARTÍN.- C/ Tiro del Bolo, s/n 44547 ARIÑO (Teruel)
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